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Nato a Torino nel 1907, caduto a Stagno
(Livorno) il 9 settembre 1943, ufficiale di carriera,
Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.
Maggiore in s.p.e. del 50° Reggimento di artiglieria
"Superga", aveva partecipato alle operazioni
belliche nei Balcani. All'armistizio si trovava in
Toscana, al comando del IV Gruppo granatieri, dipendente
dalla 216a Divisione costiera. Il 9 settembre, avvisato
che i tedeschi stavano attaccando in forze le due batterie
del porto di Livorno, decise di accorrere con una
cinquantina di uomini a bordo di automezzi. Il convoglio
fu però bloccato da forze corazzate tedesche, che si
erano appostate in una pineta sulla strada verso Livorno.
All'intimazione di arrendersi e di consegnare gli
automezzi e le armi, gli artiglieri di Gamerra tentarono
di superare l'ostacolo impegnando il nemico. Lo scontro
si concluse con la morte del maggiore, colpito mentre
sparava con la mitragliatrice, di altri due ufficiali e di
sei tra sottufficiali e artiglieri; altri quaranta uomini
di Gamerra rimasero feriti. Anche i tedeschi ebbero gravi
perdite, tanto che non poterono portare completamente a
compimento il loro piano per la presa del porto: i
superstiti delle batterie riuscirono, infatti, a
sganciarsi e a sottrarsi alla cattura. |