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Nato a Brema (Germania) il 26 aprile 1914, caduto a
Sarzana (La Spezia) il 3 novembre 1944, ufficiale tedesco.
Capitano della Marina da guerra
germanica, il giovane ufficiale aveva partecipato alla
campagna d'Africa e ad altre operazioni tedesche. Nel
1943 prestava servizio in Italia, dove gli era stato
affidato il comando di una batteria da 381 che, situata
tra Punta Bianca e Bocca di Magra, era in grado di
controllare la costa sino a Viareggio. Di sentimenti
democratici, dopo l'8 settembre il capitano Jacobs si
studiò di rendere concreta la sua avversione al regime
hitleriano e, con il caporalmaggiore Johann Fritz, decise
di passare con i partigiani italiani, che cominciavano ad
operare in Val Magra. Presi accordi con un patriota
spezzino in contatto con la Resistenza, Jacobs e Fritz
caricarono un autocarro di fusti di benzina e di armi e,
una sera sul finire di settembre, abbandonarono la
batteria. A bordo dell'automezzo raggiunsero il ponte
sul Magra dove li attendevano alcuni uomini della Brigata
Garibaldi "Muccini". I due militari tedeschi,
accolti nella formazione, parteciparono attivamente per
oltre un anno alla lotta partigiana. L'audacia del
capitano Jacobs gli fu però fatale. Una sera di novembre
l'ufficiale tedesco decise di guidare personalmente un'azione
contro la caserma delle Brigate nere di Sarzana,
mettendosi alla testa di dodici partigiani ai quali aveva
fatto indossare le divise della Wehrmacht. Forse Jacobs
fidava sulla soggezione che, normalmente, i repubblichini
dimostravano nei confronti degli ufficiali tedeschi. Fatto
è che quando l'ufficiale germanico si presentò con il
suo drappello alla caserma e intimò la resa al comandante
fascista, questi aprì subito il fuoco. S'accese una
mischia furiosa, con perdite sanguinose da entrambe le
parti. Fra i caduti partigiani anche il capitano Rudolf
Jacobs. Dopo la Liberazione, la città di Sarzana ha
dedicato una lapide all'ufficiale tedesco. Nel marmo si
legge quest'epigrafe: "Illuminato dalla Dea
Giustizia - riscattato dalla soggezione al bestiale
furore teutonico - non defezione - ma eroica rivolta
- portò il capitano della Marina Germanica - Rudolf
Jacobs - primo nelle file dei partigiani sarzanesi -
ad immolarsi per l'Italia - per la Libertà - Patria
Ideale - Il 3 novembre 1944 - La civica
Amministrazione - questo marmo vuole - nel luogo del
sacrificio". Anche la città di Parma ha dedicato una
strada all'ufficiale tedesco. In occasione del
"Giorno della memoria", il 26 gennaio 2006, L'Unità
ha pubblicato il romanzo di Luigi Monardo Faccini, L'uomo
che nacque morendo, liberamente ispirato alla vicenda
di Rudolf Jacobs. |