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Nato a Livorno il 24 dicembre 1901, deceduto a Livorno
il 7 aprile 1963, marittimo.
Negli anni tra il 1918 e il 1920 aveva militato nelle
organizzazioni giovanili socialiste; poi, alla fondazione
del Partito comunista, vi aveva aderito e, tra il 1924 e
il 1926, era stato segretario della Federazione giovanile
di Livorno e di Pisa. Dopo le leggi eccezionali fasciste
del 1926, fu ripetutamente arrestato e quindi confinato a
Lipari. Riacquistata la libertà, Jacoponi riuscì ad
espatriare clandestinamente in Francia, dove divenne uno
dei dirigenti dei locali "Comitati proletari
antifascisti" e di altre organizzazioni degli operai
emigrati. Nel 1940, con l'occupazione tedesca della
Francia, riprese la solita trafila: arresto, traduzione in
Italia, confino a Ventotene. Liberato dopo la caduta di
Mussolini, di lì a poco Jacoponi fu tra gli organizzatori
della Resistenza a Livorno, dove entrò a far parte del
CLN provinciale. Arrestato di nuovo, nonostante i fascisti
ignorassero il suo ruolo nella lotta clandestina, il
dirigente comunista finì in carcere a Pisa e poi, per un
anno, a Modena dove, infine, fu liberato dai partigiani.
Dopo la Liberazione, Jacoponi fu eletto nell'Esecutivo
della Federazione sindacale dei lavoratori dei porti e
divenne quindi Console della Compagnia lavoratori portuali
di Livorno. Entrato nel Consiglio esecutivo della CGIL,
Jacoponi fu candidato nelle elezioni per il primo
Parlamento della Repubblica. Deputato dal 1948 al 1953, fu
rieletto anche nella seconda legislatura. |