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Nato a Sestri Ponente (Genova) il 25
marzo 1909, fucilato a Torino il 24 gennaio 1944.
Militante antifascista, finì per
essere arrestato per la sua attività di propaganda contro
il fascismo. Per tre anni, dal 1938 al 1941, era stato
confinato in Calabria. Tornato in libertà alla caduta del
regime, Mimmo (questo il suo nome di copertura), aveva
subito ripreso l'attività politica e, dopo l'8
settembre del 1943, fu tra gli organizzatori della
Resistenza in Piemonte. Combattente nella 21a Brigata SAP,
Mimmo fu catturato dai repubblichini a Torino e lungamente
torturato nella Casa Littoria. Fu quindi portato davanti
ad un tribunale fascista che lo condannò a morte. Prima
di essere fucilato con altri quattro partigiani, Carlo
Jori riuscì a far avere una breve lettera a sua madre
nella quale era scritto: "Il destino ha voluto così,
cerca di non spaventarti, abbi coraggio come ne ho io. Ti
chiedo perdono del male che ti ho arrecato qualche volta.
Il mio destino è sempre stato un po' tragico, così
fino alla fine. Ma non importa. Devi essere fiera. Verrà
un giorno in cui comprenderai che il mio sacrificio non è
stato vano". |