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Nato a Milano il 5 settembre 1924,
fucilato a Bologna il 5 luglio 1944, studente, Medaglia d'oro
al valor militare alla memoria.
Era iscritto alla Facoltà di
Giurisprudenza dell'Università di Bologna, ma alla
morte del padre, pur senza abbandonare gli studi, si era
dedicato ad aiutare il fratello nella conduzione di un'importante
proprietà agricola della famiglia. L'8 settembre 1943
il giovane entrò subito nella Resistenza bolognese,
militando nella 7a GAP, attiva sull'Appennino. Nel
giugno del 1944, Jussi, con altri tre gappisti, attaccò
un gruppo di militari nazifascisti che, forti del numero,
reagirono con grande determinazione. I patrioti dovettero
battere in ritirata e Jussi, ferito, per coprire lo
sganciamento dei suoi compagni rimase solo a sparare
sinché esaurì le munizioni del suo mitra. Catturato e
tradotto nel carcere di Bologna, Carlo Jussi resistette
fermamente a interrogatori e torture. Dopo due settimane,
il giovane fu condannato a morte e fucilato. La
motivazione della Medaglia d'oro al valore militare
concessa alla sua memoria recita: " Studente
universitario, abbandonava gli studi per arruolarsi
volontario in una formazione partigiana e con essa
partecipava ad imprese tanto audaci da sbigottire l'avversario.
In compagnia di tre giovani gappisti attaccava audacemente
un gruppo di militari nazifascisti e dopo un impari lotta
cadeva ferito. Incitati i compagni ad allontanarsi, li
proteggeva col fuoco del suo mitra fino all'esaurimento
delle munizioni. Catturato dagli avversari, dopo quindici
giorni di martiri e di strazi che non valsero ad
estorcergli alcuna rivelazione e fieramente resistendo
alla lusinga di avere salva la vita, veniva fucilato.
Magnifico esempio di coraggio e di generosa
abnegazione". Nel dopoguerra, a Bologna, al giovane
gappista hanno intitolato una via. Portano il nome di
Carlo Jussi, anche una strada e una Scuola media statale
di San Lazzaro di Savena.
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