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Nato a Genova il 2 settembre 1920,
ucciso a Milano il 9 dicembre 1944, diplomato in
Magistero, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla
memoria.
Figlio di un musicista russo e di madre italiana,
Sergio - che durante la Resistenza si sarebbe fatto
chiamare Marco Guardi e Marco Macchi - aveva studiato nel
collegio S. Giuseppe di Torino e poi al S. Nicola di
Genova, dove aveva ottenuto il diploma. Chiamato per il
servizio di leva, nel 1942 era stato a Como, e nel 1943,
al momento dell'armistizio, era a Genova in licenza,
nell'attesa di essere chiamato a frequentare la Scuola
allievi ufficiali. L'8 settembre il giovane - un
ragazzone di corporatura atletica e che, com'è stato
ricordato da Ferruccio Parri, univa al vigore fisico una
ricca e generosa personalità - si rifugiò subito sulle
alture sovrastanti Chiavari. Di qui cominciò la sua
attività di organizzatore delle prime formazioni
partigiane liguri. "Marco" è stato - come si
ricorda nella motivazione della decorazione alla memoria
- uno tra i più audaci militanti del Partito d'Azione.
Durante la Resistenza fu arrestato due volte ed in
entrambi i casi riuscì a salvarsi fortunosamente, ogni
volta rifiutando di assumere incarichi operativamente più
defilati che gli venivano proposti. "Marco", che
dopo aver realizzato arditi colpi di mano, tra cui la
liberazione di un gruppo di prigionieri politici dal
carcere milanese di San Vittore, era stato nominato capo
di stato maggiore del Comando piazza di Milano,
intensificò la lotta. Sergio Kasman non ha potuto vedere
l'ora della Liberazione: attirato in un'imboscata da
un agente provocatore, fu abbattuto in piazzale Lavater da
una raffica sparatagli alla schiena. |