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Nato a Santa Barbara di Muggia
(Trieste) il 24 dicembre 1908, fucilato a Trieste il 18
settembre 1944, calzolaio.
Aveva vent'anni quando era entrato a far parte, a
Muggia, del movimento comunista clandestino. Il giovane
calzolaio, per quasi due anni, si era dato ad organizzare
la protesta dei contadini della Venezia Giulia; poi aveva
dovuto riparare in Francia. Nell'agosto del 1930 Kolaric
prende contatto a Parigi con il Centro estero del P.C.d'I.
che, dopo breve tempo, lo fa rientrare clandestinamente in
Italia, per organizzarvi la lotta antifascista. Nel luglio
del 1932 il giovane calzolaio è arrestato dalla polizia
del regime e, l'anno dopo, il Tribunale speciale lo
condanna a dodici anni di reclusione. Il recluso,
nell'aprile del 1937, viene scarcerato in anticipo, ma
non riacquista la libertà. E' confinato a Ponza per
cinque anni, al termine dei quali è trattenuto nell'isola
come "internato". Soltanto dopo la caduta del
fascismo, il giovane può tornare a Trieste dove, subito
dopo l'armistizio, s'impegna nella Resistenza
organizzandovi i Gruppi di azione patriottica. Gli
attacchi ai nazifascisti si sviluppano sino al maggio del
1944, sinché (in seguito a delazione), Kolaric è
arrestato dai tedeschi. Verrà fucilato dagli occupanti
quattro mesi dopo.
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