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Nato a Gracova (Gorizia) il 28 ottobre
1911, fucilato ad Opicina (Trieste) il 16 dicembre 1941,
contadino.
Militante antifascista, durante il
ventennio svolse la sua attività clandestina a Gorizia e
a Fiume. Nel 1940, Kos era stato arrestato a Gracova per
la sua attività politica. Nel 1941 fu trasportato a
Trieste per esservi processato, con altri cinquantanove
imputati, dal Tribunale speciale, trasferitosi per l'occasione
nella città giuliana. Le autorità fasciste vi avevano,
infatti, imbastito un processo, che avrebbe dovuto essere
esemplare, allo scopo di frenare lo svilupparsi di un
movimento partigiano sorto in Venezia Giulia nello stesso
anno. Il 14 dicembre del 1941 Simon Kos fu condannato a
morte e due giorni dopo fu fucilato ad Opicina con altri
quattro antifascisti sloveni: Giuseppe Tomazic, studente,
Giovanni Vadnal, contadino, Vittorio Bobek, panettiere e
Giovanni Ivancic, tessitore. |