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Nato a Voltri (Genova) nel 1913, caduto
a Sampierdarena (Genova) il 20 febbraio 1945, impiegato,
Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Suo padre era morto al fronte durante
il primo conflitto mondiale. Ciò aveva facilitato l'assunzione
di Lanfranconi come impiegato alla Cassa di Risparmio di
Genova e Imperia. Richiamato durante la seconda guerra
mondiale, il giovane, al momento dell'armistizio,
prestava servizio presso una batteria costiera. Sbandatosi
il suo reparto, Lanfranconi si diede alla macchia e poi
all'organizzazione dei primi gruppi partigiani che si
stavano formando tra la Liguria e l'Emilia. Entrato a
far parte delle formazioni di "Giustizia e
Libertà", divenne vice comandante delle Brigate
gielline cittadine. Sorpreso dai fascisti, tentò di
sfuggire alla cattura. Raggiunto dai nemici, rifiutò la
resa e fu trucidato sul posto. Nel novembre del 1969, alla
memoria di Luigi Lanfranconi è stata concessa la MdO con
questa motivazione: "Giovane di purissima
fede, all'armistizio era tra i primi ad entrare nelle file
partigiane ed a portarvi l'entusiasmo dei suoi ideali. In
più mesi di durissima lotta, si batteva audacemente in
pianura e in montagna, organizzando reparti e rifornendoli
di armi, di viveri e di denaro. Braccato dal nemico che
aveva fiutato in lui uno dei più importanti capi della
Resistenza regionale, veniva infine catturato. La sua
indomabile energia lo spinse ad un audace tentativo di
fuga. Raggiunto dal nemico, respingeva le intimazioni di
resa. Colpito a morte, offriva la sua esistenza alla causa
della libertà. Fulgido esempio di grande animo di
combattente e di patriota". Al nome di Lanfranconi
sono stati intitolati il Liceo scientifico statale di
Voltri ed una strada di Genova.
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