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Nato a Boves (Cuneo) il 31 maggio 1924,
fucilato a Borgo San Dalmazzo (Cuneo) il 2 maggio 1944,
studente liceale, Medaglia d'Argento al Valor Militare
alla memoria.
"Beppe" Lerda era stato chiamato alle armi
poco prima dell'8 settembre 1943.Subito dopo l'armistizio,
il ragazzo, raggiunto San Giacomo di Boves, si era
aggregato ai nuclei di sbandati, riuniti da alcuni
ufficiali, tra i quali Ignazio Vian, che si proponevano di
opporsi ai tedeschi. Fu così che "Beppe" entrò
a far parte delle prime bande operanti in Valle Stura. Vi
restò sino alla fine dell'anno quando, in seguito ad
una violenta offensiva tedesca, i gruppi di resistenza
bovesani furono scompaginati e quel che restava della
formazione di Vian riparò in Valle Ellero. Lerda era tra
questi ragazzi e vi rimase sino a quando, nel marzo del
1944, dopo violenti scontri che si erano susseguiti
durante i primi mesi dell'anno, i tedeschi non
riuscirono a provocare lo sbandamento anche di queste
unità. Così Lerda tornò in Valle Stura, dove nel
frattempo si erano costituite delle formazioni di
Giustizia e Libertà. Inquadrato nella Brigata "Bisalta"
della I Divisione alpina "G.L.", allo studente
fu affidato il comando di un distaccamento, che per due
mesi riuscì a contrastare le imponenti forze tedesche.
Sul finire di aprile "Beppe" fu circondato, con
una diecina di suoi uomini nella zona di Castelmago. Uno
dei partigiani cadde in combattimento, gli altri, compreso
il comandante, furono catturati e tradotti alle caserme di
Borgo San Dalmazzo. Qui "Beppe" venne subito
portato, con altri, di fronte al plotone d'esecuzione.
Come ebbe a raccontare poi don Viale, parroco di Borgo San
Dalmazzo, chiamato per assistere i condannati, Lerda
rifiutò di essere legato al palo e prima che la scarica
lo colpisse a morte gridò: "Viva l'Italia libera
!". Il nome del giovane, caduto non ancora ventenne,
fu assunto da una nuova formazione partigiana costituita
nel Cuneese. |