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Nato a Trieste nel 1922, ucciso a Rodi
il 20 settembre 1944, radiotelegrafista, Medaglia d'Oro
al Valor Militare alla memoria.
Si era arruolato volontario nell'Aeronautica
e nel 1941 era stato destinato, come radiotelegrafista, a
Rodi nell'Egeo. L'anno dopo, Levitz era stato
trasferito all'aeroporto di Maritsa e qui si trovava
quando, l'8 settembre del 1943, il governo Badoglio
annunciò l'armistizio. Il giovane aviere era riuscito a
sfuggire alla cattura da parte dei tedeschi e si era dato
alla macchia. Quando incontrò casualmente un suo
compagno, già militante nella Resistenza greca, l'amico
gli propose di mettere a frutto la sua esperienza in
comunicazioni. Gli suggerì di farsi assumere dalla
stazione radio tedesca locale, allo scopo di trasmettere
segretamente informazioni al Comando inglese. Levitz
accettò con entusiasmo, finse di mettersi a disposizione
dei tedeschi e, per quasi un anno, assolse con grande
audacia al rischiosissimo compito che si era assunto.
Purtroppo i servizi di sicurezza nazisti finirono per
scoprire la vera attività del coraggioso
radiotelegrafista italiano. Arrestato, Levitz venne a
lungo sottoposto a tortura, perché dicesse dei suoi
collegamenti con la Resistenza; ma il giovane non parlò e
fu consegnato al plotone d'esecuzione.
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