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| Alberto Li Gobbi | |
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Nato a Bologna il 10 giugno 1914, generale di Corpo d'Armata, Medaglia d'oro al valor militare. “L'8 settembre 1943, pur sofferente per una grave ferita riportata in precedenti
combattimenti, abbandonava la famiglia per raggiungere il proprio reggimento in lotta contro i tedeschi.
Catturato e riuscito ad evadere attraversava le linee di combattimento e si offriva volontario per una
importante, lunga e rischiosissima missione di guerra in territorio italiano occupato dai tedeschi. Durante
un lungo eroico periodo, illuminato da purissima fede, prodigava il suo valore e la sua intelligenza ad
organizzare e dirigere il movimento di liberazione della Patria, affrontando impavido il rischio di ogni
ora e le certe insidie che lo avvolgevano e lo avrebbero travolto. Durante un feroce rastrellamento nemico,
caduto in combattimento un valoroso ufficiale comandante di una formazione partigiana, presso la quale in
quel momento si trovava, assumeva senza esitazioni il comando del gruppo, ne riuniva gli elementi già
duramente provati, riuscendo a sottrarli alla morsa nemica con azioni episodiche, condotte con decisione
ed abilità ammirevoli. Arrestato e trovato in possesso di documenti che costituivano inequivocabile
condanna, fu sottoposto ad estenuanti interrogatori e ad inenarrabili torture. Ma il sentimento del dovere
e dell'onore sorretti da sublime stoicismo, vinsero la ferocia teutonica: nessun segreto fu svelato, nessun
compagno fu tradito. Avuta la possibilità di evadere vi rinunciava a favore di un compagno di lotta e di
fede, la cui opera riteneva tornasse più vantaggiosa. Procrastinata la fucilazione cui era stato condannato,
nei lunghi mesi di prigionia non manifestava debolezze, né recriminava la sua giovinezza sacrificata, lieto
di averla donata alla Patria. Quando fortunate circostanze gli permisero di fuggire, riprendeva il suo
posto di combattimento e si offriva di continuare ancora la sua missione. Fulgido esempio di assoluta
dedizione alla Patria ed al dovere”. | |