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Nato a Roma il 22 settembre 1900,
fucilato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944,
commerciante, Medaglia d'oro al valor militare alla
memoria.
Alla prima guerra mondiale aveva partecipato come
volontario e, una volta smobilitato, era stato assunto al
Ministero delle Poste e Telegrafi. Nel 1925, era stato
espulso dall'amministrazione statale per la sua
manifesta opposizione al regime fascista. Marchesi si era
così dato al commercio, ma questo non impedì che durante
il ventennio venisse più volte fermato per sospetta
attività cospirativa. In effetti, Marchesi era diventato
un militante comunista e, quando fu proclamato l'armistizio,
si diede subito ad organizzare la resistenza antifascista
a Roma. Formata un'agguerrita formazione armata, alla
quale aveva dato il nome di Battaglione del Volga, si
collegò all'organizzazione militare romana del Partito
comunista, costituendo nella propria casa e nell'azienda
che conduceva, un deposito di armi e materiale di
propaganda, contribuendo pure alla redazione, alla stampa
e alla diffusione di giornali e di volantini. Marchesi
partecipò anche a tutta una serie di audaci missioni
militari finché, in seguito a delazione, il 12 marzo del
1944, le SS tedesche irruppero nella sua casa. Tradotto in
via Tasso vi fu a lungo torturato; quindi i tedeschi, dopo
l'attentato di via Rasella, decisero di eliminarlo alle
Fosse Ardeatine. Alla memoria di Marchesi è stata
concessa la Medaglia d'oro al valor militare con questa
motivazione: "Organizzatore ed animatore di
formazioni partigiane si distingueva, in difficili
circostanze e nella effettuazione di ardite azioni di
sabotaggio, per iniziativa, per coraggio e per capacità.
Caduto in mani tedesche e barbaramente torturato nelle
carceri di via Tasso, era di alto e costante esempio ai
compagni di prigionia per nobiltà e fierezza di contegno.
Nulla rivelava e manteneva intatta, fino al sacrificio
supremo della vita, la fede nella Patria e nella
libertà". |