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Nato a Massa Carrara nel 1921, caduto a
Monte Carchio (Toscana) il 15 dicembre 1944, operaio e poi
carabiniere, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla
memoria.
Emigrato in Corsica con la famiglia,
Marchini vi aveva trovato lavoro come operaio meccanico.
Nel 1941 era tornato in Italia, per prestare servizio
militare nel 7° Reggimento d'artiglieria
"Pisa". Di lì il giovane passò all'Arma dei
carabinieri, inquadrato nella Legione di Livorno. Vi
restò poco. Mandato in Russia, Marchini combatté nella
Divisione "Torino" e fu rimpatriato nel febbraio
del 1943, quando fu trasportato in Italia con gli arti
congelati. Era ancora convalescente, quando gli fu
ordinato di presentarsi alla Stazione Carabinieri di Massa
per essere impiegato nelle Forze armate repubblichine. Il
giovane carabiniere decise di darsi alla macchia.
Raggiunte le formazioni della Resistenza dell'Apuania,
Marchini combatté come partigiano sino alla liberazione
della zona, avvenuta nell'autunno del 1944. Nel mese di
dicembre, a Firenze, il carabiniere fu incaricato di
infiltrarsi nelle linee nemiche, per svolgervi un'importante
missione al comando di una squadra di partigiani. Il
gruppo era sulla strada del ritorno, sul Passo del Pitone,
quando fu intercettato da un reparto tedesco. Benché in
condizione d'inferiorità numerica - com'è
ricordato nella motivazione della ricompensa al valore -
e benché ogni libertà di movimento fosse intralciata da
un campo minato, Marchini e i suoi uomini s'impegnarono
in un conflitto a fuoco. Per due ore durò il
combattimento. Il carabiniere, ad un certo punto, finì su
una mina; con un piede dilaniato dall'esplosione
continuò a sparare con il suo mitra per coprire i
compagni, finché non cadde colpito a morte. |