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Nata a Savona l'8 ottobre 1916,
uccisa dai fascisti a Savona il 19 agosto 1944.
Ines era una giovane antifascista che, subito dopo l'armistizio,
era entrata nei Gruppi di difesa della donna ed era
diventata staffetta partigiana. Nell'agosto del 1944 -
a rimpiazzare le Brigate nere e la GNR (la guardia
nazionale repubblichina), che avevano fornito prova di
scarsa combattività - in provincia di Savona arrivarono i
primi contingenti della Divisione della fanteria di marina
"San Marco". La "San Marco" era forte
di 12.000 uomini, al comando del generale Farina. Ai
giornali locali dell'epoca fu imposto di dare molto
risalto all'evento, esaltando lo spirito combattivo di
queste truppe, addestrate in Germania da istruttori
tedeschi ed equipaggiate con armamento della Wehrmacht.
Scrissero: "I leoni della S.Marco spazzeranno via
tutti i ribelli e i traditori della Patria", ma non
tennero conto del fatto che non pochi degli arruolati
avevano accettato l'ingaggio per sottrarsi alla
prigionia in Germania. Lo avevano ben compreso le
organizzazioni della Resistenza e, in particolare, quelle
delle donne. Fu così che anche tra i "leoni"
cominciarono le diserzioni. Il 16 agosto del 1944, ad
Albisola Mare, nei pressi di Villa Faragiana, Ines Negri,
che accompagnava in montagna militari della "San
Marco", fu arrestata. Dopo tre giorni di feroci
torture, la giovane donna fu condannata a morte "per
aver incitato alla diserzione diversi soldati della
Divisione San Marco" e subito fucilata. La stessa
sorte toccò, una settimana dopo, a Clelia Corradini. La
risposta delle donne savonesi venne con un comunicato del
bollettino "Noi Donne", nel quale si annunciava
che, da quel momento, le donne entravano nelle formazioni
partigiane, partecipando direttamente alle azioni di
guerriglia. Il nome di Ines fu dato ad una Brigata
garibaldina. Dopo la Liberazione, una strada di Albisola
Mare è stata dedicata alla giovane partigiana. |