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Nato a San Benedetto in Alpe (Forlì) l'8
maggio 1894, deceduto a Firenze il 22 gennaio 1962,
tranviere.
Era diventato un militante socialista a Firenze, dove
si era trasferito per lavoro, nel 1918. Con la scissione
di Livorno era entrato, nel 1921, nel PCd'I e, come
membro della corrente comunista della Confederazione del
lavoro, aveva assunto la direzione sindacale dei tranvieri
fiorentini. Col fascismo montante, Neri fu uno degli
organizzatori del "Soccorso Rosso" finché non
cadde, era il novembre del 1925, nelle mani della polizia.
Nel gennaio del 1928, processato con altri 22 comunisti
dal Tribunale speciale, il tranviere antifascista fu
condannato a nove anni di reclusione. Ne scontò soltanto
quattro per la cosiddetta "amnistia del
decennale", ma dovette passare dalla cella all'ospedale,
per le pessime condizioni di salute in cui l'aveva
ridotto il carcere. Nonostante il suo precario stato
fisico, Neri fu tra gli organizzatori delle SAP fiorentine durante la Guerra di Liberazione (nel
corso della quale perdette il suo unico figlio, Giordano,
caduto sul Senio nell'aprile del 1945 combattendo, da
volontario, contro i tedeschi con il rinato Esercito
italiano). Nel
dopoguerra Liborio Neri, rientrato nell'azienda dei
trasporti pubblici di Firenze, vi svolse intensa attività
sindacale e di partito. |