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Nato a Campogalliano (Modena) nel 1919,
caduto a Succisa di Pontremoli (Massa Carrara) il 15 marzo
1944, operaio, Medaglia d'oro al valor militare alla
memoria.
Per aiutare la sua famiglia in difficoltà, aveva
interrotto gli studi e trovato lavoro come operaio alle
Fonderie Corni. Nel 1940 era stato chiamato alle armi e
assegnato ad un Reggimento d'artiglieria che sarebbe poi
stato impegnato sul Fronte Occidentale. Al momento dell'armistizio
il giovane artigliere, che si trovava al Deposito
reggimentale, prese la strada dell'Appennino Parmense,
dove si unì ai primi gruppi partigiani che avrebbero dato
vita alla XII Brigata Garibaldi. Distintosi in numerose
azioni, Ognibene (nome di battaglia Alberto), fu nominato
comandante del Battaglione "Picelli". Nel marzo
del 1944, quando i partigiani del "Picelli"
furono attaccati, durante una marcia di trasferimento, da
preponderanti forze nemiche, il comandante
"Alberto" cadde eroicamente. Così il sacrificio
di Ognibene, al cui nome fu poi intitolata una formazione
partigiana, è ricordato nella motivazione della MdO:
"Comandante di un battaglione partigiano in sosta
durante una marcia di trasferimento, veniva attaccato da
forze fasciste superiori per numero e armamento. Disposti
i suoi uomini alla difesa, si portava nel punto più
esposto per meglio dirigere l'azione e, dopo aver
personalmente abbattuto con una precisa raffica di fuoco
il comandante fascista, si slanciava con leonino ardimento
per eliminare un centro di fuoco avversario che colpiva
d'infilata il suo schieramento. Ferito mortalmente
nell'audace tentativo, trovava ancora la forza di ordinare
il ripiegamento del battaglione che era per essere
circondato dai sopraggiunti rinforzi e rimaneva sul posto
per coprire il movimento col fuoco del suo mitra. Esaurite
le munizioni, continuava la strenua difesa col fuoco
dell'arma di un compagno cadutogli vicino e, dopo avere
fieramente rifiutato le intimazioni di resa, esalava per
le ferite riportate l'estremo respiro, offrendo in sublime
olocausto la giovane vita per la redenzione della
Patria". A ricordo di Fermo Ognibene è stata
intitolata una strada di Roma.
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