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Nato ad Ozzano (Alessandria) nel 1921,
fucilato a Casale Monferrato il 15 gennaio 1945,
panettiere, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla
memoria.
Nel 1941 era stato chiamato alle armi e
mandato, come geniere, in zona d'operazioni. Al momento
dell'armistizio, Oleario, che si trovava in territorio
francese, decise con altri commilitoni di rientrare in
Italia e subito si unì alle prime bande partigiane
operanti in Valle di Susa. Messosi presto in luce per il
suo coraggio e per le doti di organizzatore, il giovane
panettiere fu designato al comando della VII Brigata della
Divisione "Matteotti", che operò con successo
prevalentemente lungo la linea ferroviaria Asti-Casale.
Nel gennaio del 1945, alla testa di una piccola formazione
che, dal nome di battaglia di Olearo era conosciuta come
"banda Tom", il giovane comandante partigiano si
scontrò nella zona di San Desiderio con preponderanti
forze nemiche. Durante i combattimenti Olearo, accortosi
che uno dei suoi compagni era caduto nelle mani dei
tedeschi, si buttò allo scoperto riuscendo a liberarlo e,
pur rimanendo seriamente ferito, a riportarlo nella
formazione. Nella notte i partigiani di "Tom"
riuscirono a sganciarsi, ma mentre si apprestavano a
raggiungere la loro base caddero in un'imboscata nei
pressi di Casorzo. Gli undici partigiani catturati con
Olearo furono condotti a Casale e il giorno dopo fucilati.
Con "Tom" caddero: il suo vice comandante
Giovanni Cavoli, i partigiani Alessio Boccalatte, Giuseppe
Andino, Aldo Cantarella, Luigi Cassina, Giuseppe Maugeri,
Remo Peracchio, Boris Portieri, Giuseppe Raschio, Luigi
Santambrogio, Carlo Senetta e anche l'ufficiale della
RAF Albert Harbyohire Harru, che da qualche tempo era
nelle mani dei tedeschi. |