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Nato a San Giorgio in Bosco (Padova)
nel 1925, disegnatore, Medaglia d'oro al valor militare.
Giovanissimo partigiano della Brigata cattolica
"Damiano Chiesa", Vito Olivetti si distinse in
numerose azioni nella zona del Grappa. Nominato comandante
di squadra nell'aprile del 1944, assunse successivamente
il comando di un distaccamento. Nei giorni della
Liberazione, il ragazzo s'impegnò - era il 29 aprile
1945 - nell'azione che l'avrebbe reso cieco e che gli
sarebbe valsa la massima ricompensa al valor militare con
questa motivazione: "Entrato, fin dall'inizio
del movimento clandestino di liberazione, a far parte
delle formazioni partigiane, non conobbe soste e mai dette
tregua al nemico. Nei giorni della riscossa si offrì
volontario per individuare un appostamento tedesco, che
ostacolava il transito su una rotabile di grande
comunicazione e, seguito da un solo compagno, riusciva a
scoprire la casamatta in cemento armato in cui il nemico
era annidato. Fatto segno ad intenso fuoco, veniva colpito
in fronte da un proiettile che gli asportava gli occhi e
nonostante la grave ferita ed il dolore cocente continuava
a sparare per indicare ai compagni accorsi la direzione
dell'appostamento avversario. Brancolando nel buio per
la mutilazione subita, si dichiarava fiero di aver offerto
la vista per la redenzione della Patria". Dopo la
Liberazione, il giovane fu affidato alle cure dei medici.
Una lunga, dolorosa degenza. Nel giugno del 1948, Vito
Olivetti fu collocato in congedo assoluto come grande
invalido di guerra e si stabilì a Bassano del Grappa.
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