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Nata a Cusano Milanino (Milano) il 26
marzo 1908, deceduta a Cusano Milanino il 22 dicembre
2000, filatrice.
Aveva soltanto undici anni quando cominciò a lavorare.
Nel 1928, occupata come operaia nella azienda tessile
S.A.S.A. di Cusano, organizzò uno sciopero che le valse l'immediato
licenziamento. Da quel momento, per Marcellina, ebbe
inizio il pieno impegno politico, con l'adesione al
Partito Comunista d'Italia illegale, l'attività di
diffusione della stampa clandestina, la raccolta di fondi
per il "Soccorso Rosso", che provvedeva ad
aiutare le famiglie in difficoltà degli antifascisti
perseguitati dal regime. Per sei anni la giovane operaia
riuscì a svolgere la sua attività, poi - era il 1934
- la Oriani fu arrestata con altri sedici suoi compagni.
Il 20 maggio 1935 il processo dinanzi al Tribunale
speciale e la condanna a dieci anni per "costituzione
di associazione comunista, appartenenza alla medesima e
propaganda sovversiva". In carcere a Roma e a Perugia
sino al 1938, quando esce per amnistia, Marcellina Oriani
diventa, per altri tre anni, una "sorvegliata
speciale", ma riesce a riprendere i contatti con il
suo partito. Nel novembre del 1943, a Legnano, organizza
uno sciopero delle operaie delle fabbriche tessili e nel gennaio 1944 quello delle
maestranze della "Franco Tosi", che ha grande
risonanza, ma che costa la deportazione in Germania di una
sessantina di lavoratori legnanesi. Nel 1944, Marcellina è a
Milano, dove dà un grande contributo alla riuscita degli
scioperi del marzo. Ma deve allontanarsi dalla città e si
sposta in Liguria. Qui, sotto la direzione di Remo
Scappini, organizza a Genova e a Savona i "Gruppi
di Difesa delle Donne", che affiancano le attività
della Resistenza. Per farlo, la Oriani assume diverse
identità e non si esime da rischiose operazioni di
guerriglia, la cui importanza è riconosciuta, nel
dopoguerra, dagli attestati del generale Alexander,
comandante delle Forze alleate in Italia, dal diploma di
"Medaglia Garibaldina", dal "Diploma d'onore
al combattente per la libertà d'Italia" a firma di
Sandro Pertini, che le fa
pervenire, nel 1984, l'allora ministro della Difesa
Giovanni Spadolini. Quando, dopo la Liberazione, Mariolina
Oriani torna a Cusano Milanino, riesce finalmente a
sposare Giuseppe Chiesa (anche lui si è fatto cinque anni
di carcere durante il fascismo ed ha combattuto
valorosamente durante la Resistenza), e riprende nel suo
paese l'attività politica. E' candidata alla
Costituente; è eletta, unica donna, consigliera comunale
a Cusano, ricoprendo anche, dal 1946 al 1951, il ruolo di
assessore supplente; si impegna, per oltre cinquant'anni,
nel Sindacato, nei movimenti per la pace, nell'Unione
Donne Italiane, nell'ANPI, sempre con la serietà e la
determinazione degli anni giovanili. |