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Nato a Lissago (Varese) il 12 ottobre
1901, deceduto a Roma il 5 marzo 1989, operaio tessile.
Giovane militante socialista, nel 1924 passò ai
comunisti con il gruppo dei "terzinternazionalisti".
S'impegnò contro il fascismo sino a che, nel 1926, fu
arrestato e condannato a due anni di reclusione. Appena
scarcerato, Giuseppe Ossola fu deferito al Tribunale
speciale per la difesa dello Stato, che gli inflisse altri
cinque anni di carcere. Scontata per intero la pena, il
giovane operaio riacquistò la libertà nel 1933 e, per
sottrarsi ad altre prevedibili persecuzioni, espatriò in
Francia clandestinamente. Il 1936 vede Ossola in Spagna,
dove partecipa alla difesa della Repubblica democratica,
nelle file delle Brigate internazionali. Nominato
commissario di Brigata, il fuoruscito combatte i
franchisti finché è ferito in combattimento. Dopo lo
scioglimento delle Brigate internazionali, Ossola rientra
in Francia ed è internato nel campo di Saint-Ciprien.
Quando lo trasferiscono in quello di Gùrs, riesce ad
evadere ed a raggiungere l'Unione Sovietica. Il 26
giugno 1941 si arruola volontario nell'Armata Rossa.
Partecipa a quella che è ricordata come "la
battaglia di Mosca" e, in seguito, si fa paracadutare
in Jugoslavia dove, sino al luglio del 1944, combatte
contro i tedeschi nelle formazioni partigiane di Tito.
Rientrato in Italia dopo la Liberazione, Giuseppe Ossola
è stato, per anni, funzionario nell'apparato della
Direzione del PCI. |