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Nato a Bologna nel 1922, fucilato a
Costa Volpino (Bergamo) il 21 novembre 1944, studente,
Medaglia d'oro al Valor militare alla memoria.
Frequentava il quarto anno di Ingegneria al Politecnico
di Milano. Chiamato alle armi, fu costretto ad
interrompere gli studi e, al momento dell'armistizio, si
trovava come allievo ufficiale a Cerveteri. Prese parte ai
combattimenti contro i tedeschi che puntavano sulla
Capitale, poi raggiunse il Nord e, nella primavera del
1944, per sottrarsi ai bandi della repubblica di Salò,
Giorgio Paglia raggiunse le prime formazioni partigiane
operanti nel Bergamasco. Distintosi per coraggio e
capacità, il giovane - conosciuto tra i partigiani della
53a Brigata Garibaldi "Martiri di Lovere" come
"tenente Giorgio" - fu con i suoi uomini tra i
protagonisti dei combattimenti tra la Val Cavallina e la
Val Borlezza che, nella prima decade di novembre del 1944,
misero in gravi difficoltà i fascisti della
"Tagliamento" e le SS che li appoggiavano. Il 17
novembre i fascisti, tornati in forze nella zona di Sovere,
riuscirono a sorprendere alla Malga Lunga il "tenente
Giorgio" e la sua squadra. Il partigiano Mario Zeduri
("Tormenta") e il russo Starich erano rimasti
gravemente feriti dall'esplosione di una bomba che i
fascisti avevano lanciato nel loro rifugio. Paglia, finite
le munizioni, accettò la resa sua e dei suoi uomini, a
condizione che i feriti fossero curati. I fascisti finsero
di aderire alla proposta, invece eliminarono subito a
pugnalate Zeduri e Starich e trascinarono a Costa Volpino
Giorgio Paglia, Guido Galimberti ("Barba"),
Andrea Caslini ("Rocco") e i russi Semion
Kopcenko ("Simone"), Alexsander Nogin
("Molotov"), e Ilarion Eranov ("Donez"),
che facevano parte dello stesso distaccamento partigiano.
Dopo un processo sommario, tutti i partigiani, italiani e
russi, furono condannati a morte. A Paglia fu concessa
salva la vita perché alla memoria di suo padre Guido,
caduto nel 1934 durante la guerra d'Etiopia, era stata
concessa la Medaglia d'oro al valor militare. Il
"tenente Giorgio" rifiutò sdegnosamente la
grazia, chiese fossero invece liberati i suoi compagni e,
al diniego, inveì contro i fascisti alleati dei tedeschi
e volle essere fucilato per primo. Nello stesso giorno
altri due partigiani della 53a Brigata Garibaldi (i
fratelli Pellegrini) furono fucilati dai fascisti a Sovere.
Oltre alla Medaglia d'oro al Valor militare, dopo la
Liberazione a Giorgio Paglia è stata conferita dal
Politecnico di Milano la laurea "ad honorem". Al
suo nome sono state intitolate strade e piazze a Lovere,
ad Alzano Lombardo, a Bergamo, a Calvenzano. Portano il
nome di Giorgio Paglia anche la Sezione dell'ANPI di
Alzano Lombardo e una Scuola media. La Malga Lunga,
diventata il simbolo della 53a Brigata Garibaldi, è stata
restaurata per iniziativa degli ex partigiani garibaldini
e, trasformata in museo, è diventata un santuario della
Resistenza bergamasca. Il testo di una canzone in memoria
dei martiri della 53a Brigata Garibaldi si può trovare
sul sito www.cantilotta.org. |