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Nato a Firenze il 14 novembre 1910,
morto il 12 giugno 2006, ufficiale di complemento d'Artiglieria, Medaglia d'argento
al valor militare, dirigente dell'ACI.
L'8 settembre 1943, Pampaloni si trovava a Cefalonia.
Capitano di complemento del 33° Reggimento d'Artiglieria,
dopo che i soldati italiani della Divisione Acqui decisero
di opporsi ai nazisti con le armi, diresse il fuoco della
sua batteria contro i natanti tedeschi che puntavano sull'isola.
Quando i militari italiani furono costretti alla resa non
sospettavano che i tedeschi, in violazione delle
convenzioni internazionali, li avrebbero passati per le
armi. Degli uomini di Pampaloni quasi ottanta furono
trucidati dai nazisti. Lui si salvò soltanto perché,
raggiunto alla gola da una rivoltellata sparata da un
ufficiale tedesco, si finse morto sotto un mucchio di
cadaveri. Soccorso da una famiglia del luogo, il capitano
italiano si unì poi ai partigiani greci e per quattordici
mesi combatté nell'Epiro, spostandosi da Anfinochia, ad
Agrignon a Brevisan. Quando tornò in Italia, rese al
Servizio informazioni militari la sua testimonianza su
quanto avvenuto a Cefalonia e in tutti questi anni ha
continuato a testimoniare (sia pure con una sola corda
vocale, come aveva il vezzo di sottolineare), sull'eroismo
dei suoi commilitoni. Oltre alla Medaglia d'argento,
Pampaloni ha avuto altri riconoscimenti. Al
"gonfalone d'argento" del Consiglio regionale
toscano, si è aggiunto nel 2005, proprio nel giorno del
suo novantacinquesimo compleanno, il "fiorino d'oro"
del Comune di Firenze, con una motivazione che, tra l'altro,
dice "
A lui, oggi, la città di Firenze, nel
ricordo dei caduti di Cefalonia, vuole rendere omaggio per
essere stato, in questi anni, interprete degli ideali
della Resistenza e testimone del prezzo pagato per
conquistare al nostro paese la democrazia".
Amos
Pampaloni ha continuato a testimoniare, anche inviando un
messaggio al 14° Congresso nazionale dell'ANPI, che si
è svolto dal 24 al 26 febbraio 2006 a
Chianciano Terme.
La morte di Pampaloni (alle sue vicende
resistenziali si ispirarono, molto liberamente, il libro e
il film “Il mandolino del capitano Corelli”), non ha
rattristato soltanto i democratici e gli antifascisti
toscani. La sua scomparsa ha colpito anche tutti gli
sportivi della Regione; questi, infatti, sono grati a
Pampaloni per aver fatto rivivere negli anni '60 del
secolo scorso, con
Pasquale Borracci, il “Circuito del Mugello”. La gara
automobilistica di 66 Km
su strada chiusa, seguita da centinaia di migliaia di
appassionati, è giunta alla sua diciannovesima edizione
proprio nei giorni della morte di Pampaloni. Per onorare
questo eroe della Resistenza, un “Premio Amos
Pampaloni” è stato consegnato, nella piazza di
Firenzuola, al concorrente meglio classificato tra coloro
che avevano partecipato al “Mugello” negli anni della
rinascita della corsa.
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