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Nato
a Barga (Lucca) nel 1917, morto a Massarosa (Lucca) il 27
giugno 1944, contadino, Medaglia d'oro al valor militare
alla memoria
Costretto a vivere
su una carrozzella dai postumi della poliomielite, Amos
Paoli non si sottrasse ai suoi doveri di patriota e di
antifascista. Nonostante fosse gravemente menomato, dopo
l'8 settembre 1943 fu un attivissimo organizzatore della
resistenza armata in Lucchesia. La sua casa di Seravezza
fu per quasi un anno centro di riunioni clandestine e di
raccolta di rifornimenti ed armi per le formazioni
partigiane della zona. Il 25 giugno del 1944, in seguito ad una delazione, i fascisti fecero irruzione
nella abitazione di Paoli e, dopo un'accurata
perquisizione, riuscirono a trovare armi e munizioni che
vi erano nascoste. Perché parlasse e denunciasse i suoi
compagni di lotta, i fascisti non esitarono a torturare
Amos Paoli;
ma egli si rifiutò di rivelare quanto sapeva. Trasportato
dai suoi aguzzini a Massarosa, l'invalido fu seviziato
vanamente per tre giorni e quindi trucidato.
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