|
Nato a Udine il 19 marzo 1917, deceduto
il 24 ottobre 2002, insegnante di lettere. Presidente
onorario dell'ANPI di Udine.
Parmeggiani - lo testimoniano la
medaglia d'Argento dell'Ordine al valore del governo
italiano, la Stella partigiana di 3° grado dell'allora
governo jugoslavo e, soprattutto, i ricordi dei suoi
compagni di lotta - è stato uno dei più valorosi
partigiani italiani combattenti all'estero. L'8
settembre del 1943 fu sorpreso dall'armistizio mentre si
trovava, era tenente di complemento, nel caposaldo di Sinj,
presso Spalato. Il giovane ufficiale era al comando della
9a compagnia del 25° Reggimento Fanteria; l'intero
comando del 25° Fanteria era caduto in mano ai tedeschi,
ma Parmeggiani, con altri quattro ufficiali e alcuni
soldati della sua compagnia, riuscì a sottrarsi alla
cattura e ad unirsi ai partigiani jugoslavi. Nacque così
la "Taljanska ceta" (compagnia italiana) che,
già nell'ottobre, raggruppando altri soldati italiani
passati con la resistenza, sarebbe diventata a Livno il
battaglione "Giacomo Matteotti", inserito nella
3a Brigata Proletaria della Kraina. Il
"Matteotti", che era comandato da Adriano Host,
si distinse nei violenti combattimenti contro i temuti
reparti tedeschi della "Prinz Eugen". Ferito a
Banja Luka, nel marzo del 1944 Aldo Parmeggiani fu
nominato comandante del battaglione. Per mesi e mesi
affrontò i tedeschi combattendo in Dalmazia, Bosnia,
Herzegovina, Sangiaccato, Montenegro, Serbia, Slovenia e
Croazia. Nell'ottobre del 1944 gli uomini del
"Matteotti" parteciparono, con l'altro
battaglione italiano "Garibaldi", alla
liberazione di Belgrado. Gli italiani combatterono, di
casa in casa, a fianco dei partigiani jugoslavi e dei
soldati sovietici del generale Tolbukin e, in
riconoscimento del loro valore e con l'apporto delle
centinaia di soldati italiani liberati dalla prigionia,
alla quale li avevano costretti i tedeschi, fu decisa la
costituzione della Divisione garibaldina
"Italia" formata dalle Brigate
"Mameli" e "Fratelli Bandiera".
Parmeggiani e gli uomini della Divisione
"Italia" continuarono la lotta sin oltre la fine
della guerra in Italia. Il 9 maggio del 1945 erano ancora
impegnati nella battaglia per la liberazione di Zagabria.
I garibaldini dell'"Italia", e con loro
Parmeggiani, furono rimpatriati soltanto il 2 luglio 1945.
Tornato a Udine, il comandante del "Matteotti"
riprese l'insegnamento, lasciato tanti anni prima, ma
mantenne sempre i contatti con i superstiti di tante
battaglie, che aveva avuto occasione di definire "gli
antesignani della nuova Europa". |