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Nato a Castelguelfo (Bologna) il 20
ottobre 1908, ucciso a Bologna il 14 dicembre 1944,
giardiniere.
Durante il fascismo, Bruno Pasquali era
riuscito a mettere in piedi un'organizzazione comunista
all'interno dell'azienda tranviaria bolognese.
Insospettita dai movimenti del giardiniere, la polizia
finì per l'arrestarlo. Era il mese di dicembre del
1938. Deferito al Tribunale speciale, il giovane
antifascista fu condannato a cinque anni di reclusione e
riacquistò la libertà alla caduta del regime. Pochi mesi
dopo Pasquali era già attivo nella Resistenza bolognese.
Partigiano nella Brigata Garibaldi "Irma
Bandiera", finì per essere catturato dai fascisti
che lo portarono nella caserma "Magarotti" e lì
lo ridussero in gravi condizioni per le torture.
Ricoverato sotto vigilanza all'Ospedale Sant'Orsola,
Bruno Pasquali ebbe modo di riprendersi, tanto che la sera
del 14 novembre 1944, con l'aiuto di alcuni compagni,
sfuggì alla sorveglianza e si mise in salvo. La sua
libertà durò poco: un mese dopo il giardiniere
antifascista fu fermato durante un rastrellamento
effettuato dai tedeschi nella zona di Pontevecchio.
Riconosciuto e rinchiuso nelle carceri di San Giovanni in
Monte, Pasquali vi morì sotto le torture. |