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Nato a Viterbo il 26 giugno 1905, morto
ad Orvieto il 2 luglio 1967, professore di lettere.
Con Aldo Capitini e Guido Calogero fu
tra i promotori del Movimento dei liberalsocialisti che,
dopo aver operato durante il fascismo con "Giustizia
e Libertà", finì per confluire nel Partito d'Azione.
Dal 1938 al 1940, Ramat diresse a Firenze, finché il
regime fascista non la soppresse, la rivista Argomenti.
Arrestato nel 1942, il 3 giugno di quell'anno fu
assegnato al confino. Vi restò poco più di tre mesi e
venne quindi prosciolto. Dopo l'8 settembre 1943 il
professore entrò nelle file della Resistenza fiorentina,
ma il 2 novembre fu di nuovo arrestato, senza che contro
di lui vi fossero elementi di prova. Rilasciato, Ramat
raggiunse i partigiani della Brigata Garibaldi "Sinigaglia"
e sino alla liberazione di Firenze ne comandò un
battaglione. Ha perso la vita sull'Autostrada del Sole,
presso Orvieto, in un incidente d'auto.
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