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Nata ad Acqui Terme (Alessandria) il 18
giugno 1889, deceduta a Roma il 14 aprile 1988,
insegnante.
E' stata la prima delle due donne italiane sinora
nominate senatore a vita (la seconda è Rita Levi
Montalcini). Quando, il 26 gennaio 1982, fece il suo primo
ingresso a Palazzo Madama, i senatori, riuniti in
assemblea plenaria, l'accolsero tutti in piedi. Aveva 96
anni quando fu ancora chiamata a presiedere l'Assemblea.
Un altro suo record: è stato il primo caso, nella storia
dei movimenti politici del mondo, di una donna nominata
(era il 1927), segretaria del suo partito. Era il Partito
Comunista d'Italia (del quale era stata uno dei
fondatori nel 1921 e nel quale aveva subito assunto la
guida dell'organizzazione femminile, fondando anche il
periodico La compagna). Camilla Ravera resse la
segreteria del PCdI sino al 1930 quando, rientrata
clandestinamente in Italia dalla Francia, fu arrestata e
condannata a quindici anni e mezzo, trascorsi tra carcere
e confino sino alla caduta del fascismo. Con Umberto
Terracini, fu l'ultima dei confinati a lasciare
Ventotene ("una ciabatta in mare", come ebbe a
descrivere l'isola). Lì ebbe a conoscere Alessandro
Pertini (che l'avrebbe poi scelta, quarantaquattro anni
dopo, per il laticlavio) e lì, con Terracini, fu espulsa
dal suo partito per aver condannato il patto
Ribbentrop-Molotov. Riacquistata la libertà, Camilla
Ravera riuscì a raggiungere dopo molte peripezie i suoi
famigliari, che erano sfollati a San Secondo di Pinerolo.
Dopo l'8 settembre 1943, sapendo di essere di nuovo
ricercata, la Ravera riparò in un casolare sulle colline,
che diventò presto luogo di incontri politici
clandestini. Dovette abbandonarlo quando i fascisti
cominciarono a dare alle fiamme tutti i casolari della
zona. Rientrata a Torino dopo la Liberazione, Camilla
Ravera, riammessa nel PCI, divenne consigliere comunale.
Nel 1947, con Ada Gobetti, del Partito d'Azione, fu tra
le fondatrici dell'Unione Donne Italiane. Nel 1948 fu
eletta deputato per il PCI. Aveva intanto ripreso le
battaglie di sempre, cominciate idealmente quando lei, di
famiglia borghese, aveva assistito, ancora bambina, ad uno
sciopero di operaie a Valenza. Soprattutto si è impegnata
nelle battaglie per la pace. Camilla Ravera ha lasciato
molte pubblicazioni. Al suo libro Diario di trent'anni
è andato, nel 1973, il "Premio Prato". Nel
1978 la sua Breve storia del movimento femminile in
Italia ha avuto il "Premio Viareggio". Nel
1979 gli Editori Riuniti hanno raccolto in volume le Lettere
al Partito e alla famiglia. Nel 1992 la Fondazione
Istituto Gramsci ha acquisito l'Archivio Storico delle
donne "Camilla Ravera", costituito nel 1987
dalla Commissione femminile del PCI. Alla Ravera sono
intitolate, tra l'altro, strade a Roma e in Toscana, la
Federazione di Torino dei DS, Società cooperative, alcuni
circoli del PRC.
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