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Nato a Fiume il 24 febbraio 1900,
fucilato a Trieste nell'aprile del 1945, impiegato,
Medaglia d'argento al Valor militare alla memoria.
Da giovane era stato un militante del
Partito popolare. Dopo la caduta del fascismo Reti, che
era occupato all'Ansaldo di Genova, si adoperò nella
costituzione della Democrazia cristiana e, subito dopo l'8
settembre 1943, s'impegnò nella lotta clandestina.
Militò, infatti, nell'<Organizzazione Otto> che,
in Liguria, era impegnata ad aiutare i prigionieri Alleati
a passare le linee, ad organizzare i "lanci" di
armi alle nascenti formazioni partigiane e a passare
informazioni agli Angloamericani. Dopo aver contribuito
alla organizzazione degli scioperi all'Ansaldo, Paolo
Reti capì di essere stato individuato dalla polizia
fascista e decise di trasferirsi con tutta la famiglia a
Trieste. Qui divenne segretario del Comitato cittadino del
"secondo CLN" di Trieste e poi, nel settembre
del 1944, anche del "terzo", mantenendo in tale
veste i contatti con il CLN Alta Italia. I frequenti
viaggi a Milano dell'impiegato finirono per insospettire
i fascisti che, quando riuscirono ad arrestare tutti i
membri del "terzo CLN" di Trieste, nel febbraio
del 1945 incarcerarono anche lui. Un intervento del
vescovo di Trieste per salvarlo, non bastò per evitare la
fucilazione di Reti il cui corpo, ai primi giorni di
aprile, fu bruciato dai nazifascisti nella Risiera di San
Sabba. Per ricordare Paolo Reti, gli sono state intitolate
strade a Trieste e a Genova. |