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Nato a Cuneo il 21
luglio 1919, deceduto a Cuneo il 5 febbraio 2004,
scrittore.
Ufficiale degli
alpini della Tridentina nella tragedia della campagna di
Russia, a questa Nuto si rifece quando divenne uno dei
primi organizzatori della resistenza armata nel Cuneese.
Chiamò, infatti, “Compagnia rivendicazione Caduti” la
prima formazione partigiana da lui messa insieme, prima di
portare i suoi uomini nelle formazioni di Giustizia e
Libertà. Dopo aver condotto numerose azioni di guerriglia
ed aver superato l'inverno tra il 1943 e il '44 ed i
rastrellamenti della primavera, Nuto Revelli assunse il
comando delle Brigate Valle Vermenagna e Valle Stura
“Carlo Rosselli”, inquadrate nella I Divisione GL. Con
queste forze, nell'agosto del 1944, riuscì a bloccare,
in una settimana di scontri durissimi, i granatieri della
XC Divisione corazzata tedesca, che puntavano ad occupare
il valico del Colle della Maddalena. Secondo alcuni
storici, fu proprio grazie all'eroismo degli uomini di
Giustizia e Libertà, comandati da Nuto, che gli Alleati
riuscirono ad avanzare sulla costa meridionale francese,
per liberare, il 28 agosto 1944, la città di Nizza. Nei
giorni della Liberazione, Revelli comandò la V Zona
Piemonte. Lasciate le armi con il grado di maggiore (è
poi stato nominato generale del “Ruolo d'Onore”),
Nuto ha continuato con la penna il suo impegno civile. Tra
i suoi libri ricordiamo, oltre a “Mai tardi, Diario di
un alpino in Russia”, edito per la prima volta da
Panfili a Cuneo nel 1946, “La guerra dei poveri”
(1962), “La strada del Davai” (1966), “L'ultimo fronte, Lettere di soldati caduti o
dispersi nella II guerra mondiale” (1971)”, “Il
mondo dei vinti, Testimonianze di vita contadina”
(1977), “L'anello forte, La donna, Storie di vita
contadina” (1985), “Il disperso di Marburg” (1994),
“Il prete giusto” (1998), “Le due guerre” (2003),
tutti pubblicati da Einaudi. A due anni dalla scomparsa, una Fondazione intitolata allo scrittore
partigiano è stata inaugurata a Cuneo. Ne raccoglie tutte
le carte e si propone "la promozione della cultura
che ispirò la Resistenza e la scelta antifascista, in
particolare il movimento di Giustizia e Libertà" e
"la valorizzazione del contributo apportato da Nuto
Revelli alla conoscenza e allo studio del mondo
contadino". |