|
Nato a Pavullo nel Frignano (Modena) il
20 maggio 1908, deceduto a Pavullo il 18 agosto 1989,
Medaglia d'oro al valor militare.
Lavorava come boscaiolo quando, nel
1931, aveva dovuto emigrare in Francia per sottrarsi alle
persecuzioni dei fascisti. Per cinque anni aveva fatto il
cameriere al Grand Hotel de la Place di Le Lavandou, poi
era accorso in Spagna, combattendo contro i franchisti
come miliziano della XII Brigata Internazionale. Con la
caduta della Repubblica spagnola, Ricci era di nuovo
riparato in Francia. Nel settembre del 1939 l'esule
italiano era stato incarcerato a Tolone, per essere poi
internato nel campo di Vernet, dove rimase sino al
settembre del 1941. Al momento del rimpatrio, la polizia
fascista lo arrestò a Mentone e di lì Ricci passò a
Ventotene, per scontarvi i cinque anni di confino ai quali
era stato condannato. Liberato con la caduta del fascismo,
Ricci era stato poco dopo chiamato in servizio di leva. L'8
settembre 1943 si trovava, con Demos Malavasi che aveva
conosciuto a Ventotene, nella caserma di Maranello quando
i tedeschi, indirizzati dai fascisti locali, tentarono di
eliminarlo. Ricci riuscì a fuggire e nella primavera del
1944, mettendo a frutto l'esperienza fatta durante la
guerra di Spagna, fu tra i principali organizzatori della
guerriglia nell'Appennino a sud di Modena. Riuscito ad
ottenere la fusione delle piccole formazioni operanti su
quei monti - tanto che, durante l'estate del 1944, il
"Corpo d'Armata Centro Emilia" guidato dal
"comandante Armando" contava circa cinquemila
partigiani - rese durissima la vita ai nazifascisti, come
ricorda la motivazione della Medaglia d'oro conferita a
Ricci nel 1953: "Promotore ed animatore della
lotta di resistenza nell'Appennino Emiliano, da posti di
grande responsabilità e di elevato comando metteva in
luce esimie doti di organizzatore e di capo. Coraggioso e
deciso, si imponeva all'ammirazione dei combattenti
riscuotendo larga fama fra le fila partigiane. Ripetute e
chiare le prove di valore da lui fornite e particolarmente
distinto il contegno da lui tenuto dal 13 al 19 giugno
1944 attaccando, in quel di Montefiorino, munite posizioni
fortemente presidiate, vincendo in duri combattimenti la
resistenza nemica e liberando una vasta zona di territorio
del quale manteneva per qualche tempo il controllo.
Infaticabile, ardito, sempre presente, continuava
strenuamente nella lotta sino alla liberazione impegnando
in combattimento intiere grandi unità nemiche".
Dopo la Liberazione, Mario Ricci fu
nominato sindaco di Pavullo dal CLN locale. Confermato
nelle elezioni del 1946 rimase sindaco della città sino
al 1960 e poi per un altro quinquennio. Il
"comandante Armando" è stato anche deputato
alla Camera, eletto nelle liste del PCI, nella I e II
Legislatura ed è stato presidente dell'ANPI provinciale
di Modena. |