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Nato a Vezzano Ligure (La Spezia) nel
1921, morto a Graveglia (La Spezia) l'8 aprile 1945,
operaio tornitore, Medaglia d'oro al valor militare alla
memoria.
Chiamato alle armi in Marina nel 1941, l'8
settembre del 1943 si trovava a Trieste, imbarcato come
fuochista sul cacciatorpediniere "Spada".
Riuscito a sfuggire alla cattura da parte dei tedeschi,
tornò in Liguria e, a Migliarina si collegò alle
organizzazioni della Resistenza. Nel dicembre del 1944 il
giovane entrò a far parte del Battaglione
"Vanni" della Brigata Garibaldi. Era comandante
di un plotone quando cadde in combattimento nel tentativo
di ostacolare i tedeschi in ritirata facendo saltare il
ponte di Graveglia. Questa la motivazione della ricompensa
al valore che gli è stata conferita nel 1947:
"Marinaio imbarcato su di una unità della Marina
Militare nelle acque di Trieste, l'8 settembre 1943
sfuggiva alla cattura da parte dei tedeschi e raggiungeva
nella natia Liguria le formazioni partigiane che già
combattevano l'oppressore. Primo fra i primi nelle
imprese più rischiose, sempre alla testa della sua
squadra, fu animatore e trascinatore dei compagni contro
un nemico numericamente superiore. Conquistata una
posizione particolarmente importante per ostacolare i
movimenti del nemico, la manteneva valorosamente
nonostante i ripetuti violenti contrattacchi avversari.
Congelato agli arti inferiori per inclemenza del clima,
non volle riposo e partecipava a nuove azioni sempre
emergendo per valore e sprezzo del pericolo. Ferito
rifiutava ancora soccorsi per non allontanarsi dalla lotta
ormai decisiva per le sorti della Patria e, mentre
incalzava il nemico in ritirata, cadeva colpito al cuore.
Magnifica figura di eroico partigiano che tutto diede alla
Patria". |