|
Nato ad Empoli (Firenze) il 2 novembre
1900, deceduto ad Empoli il 31 dicembre 1984, contadino.
Ristori, cresciuto in una famiglia di mezzadri, a
ventitré anni aveva aderito al Partito comunista ed aveva
iniziato una proficua attività d'organizzazione delle
lotte antifasciste. Nel 1927, costretto ad emigrare,
raggiunse la Francia e, a Nizza, si diede all'attività
politica verso i nostri emigrati. Due anni dopo eccolo a
Parigi, al Centro del PCI, di dove parte per una missione
in Italia. A Montecatini s'incontra con altri comunisti
imolesi e di lì comincia il lavoro per il rafforzamento
dell'attività antifascista in Toscana. Nel 1930 Pietro
Ristori è arrestato a Milano dalla polizia, che non
riesce però a trovare le prove della sua attività di
dirigente comunista. Mesi di detenzione, poi l'invio al
confino per cinque anni del "sospetto". Nel
1937, Ristori è prosciolto e può tornarsene ad Empoli.
Qui, nonostante i controlli, riesce ad organizzare i
"Comitati di difesa" dei contadini che, nella
zona, conquistano largo consenso tra i mezzadri. Al
sopravvenire dell'armistizio Pietro Ristori organizza
subito la Resistenza. Presiede il CLN dell'Empolese e il
2 settembre 1944, alla liberazione dell'importante
centro toscano, è nominato sindaco di Empoli. Regge l'amministrazione
della sua città sino al maggio 1945, quando si
trasferisce a Firenze per dirigervi la Federterra
provinciale. Consigliere comunale ad Empoli dal 1946 al
1975, Ristori è stato anche senatore per tre Legislature.
E' stato pure presidente della Cooperativa di consumo di
Empoli e dell'ANPPIA locale. Porta il suo nome la Casa
del Popolo di Corniola. |