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Nato a Monterotondo (Roma) nel 1901,
fucilato a Monterotondo il 7 giugno 1944, operaio,
Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Lavorava come capomacchina in un'impresa
del suo paese, la Laterizi Tiburtina, quando, dopo l'armistizio,
per opporsi ai nazifascisti, decise di organizzare a
Monterotondo una piccola formazione partigiana. Con i suoi
uomini Riva condusse numerose azioni contro gli occupanti,
finché non cadde nelle loro mani e fu fucilato. La
motivazione della massima ricompensa al valor militare
sintetizza così l'impegno dell'operaio di
Monterotondo per la libertà: " Sebbene in difficile
situazione ambientale, subito dopo l'armistizio radunava
attorno a sé un gruppo di arditi volontari a capo dei
quali dava continue prove di temerarietà, coraggio e
sprezzo della vita, portando a compimento numerose azioni
armate contro truppe tedesche attestate a presidio della
zona ed infliggendo alle stesse notevoli perdite in uomini
e materiali. Durante operazioni di ricupero di armi
aviolanciate veniva catturato dai tedeschi. Condotto in
carcere e a lungo interrogato, con minaccia di gravi
rappresaglie, affinché rivelasse l'identità dei
compagni di lotta, si rifiutava di fornire la benché
minima informazione. Sottoposto, per ben tre giorni, a
innumerevoli sevizie continuava a mantenere il più
assoluto silenzio e, conscio della propria sorte,
rivolgeva alla straziata moglie presente, parole di
incoraggiamento dicendole: " E' venuta la mia ora,
stai tranquilla, io muoio per un'Italia libera e
indipendente ". Visto vano ogni tentativo di piegare
il suo spirito indomito ed esasperati da tanta eroica
resistenza, i nemici infierivano ancora su di lui con
inaudita ferocia mozzandogli ambo le mani e dandogli,
infine, la morte che affrontava con eroico contegno
mediante fucilazione. Mirabile esempio di sublime amore
per la Patria". |