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Nato a Lentate sul Seveso (Como) nel
1900, caduto a Vukovet (Montenegro) il 18 ottobre 1943,
impiegato, Medaglia d'oro al valor militare alla
memoria.
Richiamato alle armi nel 1940 come
tenente di complemento, Mario Riva era stato mandato in
Albania e promosso capitano nell'83° Reggimento
fanteria della Divisione "Venezia". Al momento
dell'annuncio dell'armistizio si trovava con il suo
reparto in Montenegro, a Kolasin. Inizialmente l'ufficiale
italiano si era opposto agli attacchi del II Korpus dell'Esercito
popolare di liberazione jugoslavo, ma poi decise di
affiancare i partigiani nella loro lotta contro i
tedeschi. Il 14 ottobre, infatti, il capitano Riva, che
aveva costituito il 2° Battaglione "Italia",
forte di 150 uomini, si affiancò alla 4a Brigata
montenegrina della II Divisione Proletaria dell'EPLJ.
Tre giorni dopo, i combattenti dell'"Italia"
impegnarono forze corazzate tedesche al passo di Lijeva
Rijeka; proprio in questo scontro Riva cadde alla testa
dei suoi uomini. La motivazione della MdO ricorda che il
capitano di complemento di Fanteria, Mario Riva "
rifiutava di ottemperare alle disonorevoli condizioni
imposte dai tedeschi malgrado i rischi e le incognite
insiti in tale decisione. Comandante di compagnia
fucilieri rimasta isolata in caposaldo e circondato da
preponderanti forze nemiche teneva testa all'avversario
con tenacia e valore. In successivo violento scontro con
agguerrite formazioni tedesche e cetniche dava ripetute
prove di coraggio e di pronta decisione, prodigandosi nel
rincuorare i propri uomini, nel sostituire i caduti;
sempre primo ove maggiore era il pericolo per sbarrare il
passo all'avversario. Mentre si ergeva fieramente contro
il nemico incalzante, colpito a morte da una bomba da
mortaio, trovava ancora la forza di invocare il nome sacro
della Patria". |