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Nato a Sala Bolognese l'8 marzo 1907,
deceduto il 13 gennaio 1972, muratore.
Faceva parte dell'organizzazione comunista
clandestina bolognese quando fu arrestato dalla polizia e
deferito a Tribunale speciale. Quei giudici non trovarono
prove a carico del giovane muratore e lo prosciolsero, ma
gli inflissero ugualmente tre anni di confino. Era il 30
giugno del 1931 e Sabattini si fece quella che Silvio
Berlusconi ha definito una vacanza. Il tempo di tornare a
casa e restarci qualche mese ed ecco che Sabattini è di
nuovo arrestato. Questa volta i giudici stabiliscono che
il muratore debba "tornare in villeggiatura" per
altri cinque anni. Ma non basta. Nel giugno del 1937,
mentre è al confino, Sabattini è ancora processato e,
questa volta, i giudici rincarano la dose: 12 anni di
reclusione. Il muratore non li sconta tutti, perché cade
il fascismo. Poi, dopo l'armistizio, Azzolino Sabattini
entra nella resistenza armata bolognese. Partigiano
combattente nella 7a Brigata GAP "Gianni" della
Divisione Garibaldi "Bologna", il muratore
antifascista passa poi alla 63a Brigata Garibaldi. Dopo la
Liberazione, sarà "congedato" col grado di
capitano, libero di riprendere il suo lavoro e la sua
militanza.
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