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Nato a Firenze nel 1922, caduto in Val
d'Aosta il 21 febbraio 1945, studente, Medaglia d'argento
al valor militare alla memoria.
Colpito, non ancora liceale, dalle leggi
razziali, Gianfranco Sarfatti si adoperò
nell'organizzazione giovanile della Delegazione Assistenza
Ebrei Migranti, che si occupava dell'assistenza ai
perseguitati. Quando riuscì ad iscriversi
all'Università, iniziò un'attività politica che
sfociò, dopo l'armistizio, nella creazione del Fronte
della Gioventù fiorentino. Contemporaneamente maturò
l'avvicinamento alle posizioni comuniste. Nei primi mesi
del 1944 fu consigliato dal Partito comunista di riparare
in Svizzera e, nella primavera di quell'anno, riuscì a
sconfinare con i genitori. Nella Repubblica elvetica,
Sarfatti si dedicò alla propaganda antifascista, ma,
insoddisfatto di quella che per lui era inazione, chiese
ed ottenne il permesso di tornare in Italia. Considerate
le sue doti di mediatore, fu inviato fra i partigiani
della Valle d'Aosta nella Brigata Garibaldi "Emilio
Lexert", dove la situazione, fra spinte autonomiste,
annessionismo francese e contrasti politici, era
particolarmente delicata. In breve Sarfatti divenne
commissario politico della sua brigata. Cadde durante un
rastrellamento, battendosi valorosamente contro i
nazifascisti in località La Morgnetta. |