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Nato a Firenze nel 1922, ucciso a San
Polo d'Arezzo il 14 luglio 1944, studente, Medaglia d'oro
al valor militare alla memoria.
Studente di medicina alla Scuola di
sanità militare di Firenze, Sbrilli si unì, subito dopo
l'8 settembre 1943, ai partigiani della Brigata
Garibaldi "Pio Borri", attiva sull'Alpe di
Catenala, in provincia di Arezzo. Al giovane, considerata
la sua specifica preparazione, fu affidata la
responsabilità del servizio sanitario della Brigata.
Durante un rastrellamento, il giovane fu catturato dai
tedeschi insieme a numerosi partigiani feriti. I soldati,
riconosciuta la funzione di assistenza sanitaria svolta da
Sbrilli, decisero di risparmiarlo. Il "trattamento di
riguardo" durò sino a quando Sbrilli vide i tedeschi
che, dopo aver percosso con tubi di gomma i feriti sino a
renderli incoscienti, stavano per gettare in una fossa
ancora vivi diciotto partigiani. Il giovane si lanciò
urlando contro i nazisti e fu falciato da una raffica di
mitra. La motivazione della ricompensa al valore ricorda
così l'episodio: "
accorreva di sua iniziativa
là dove una delle formazioni affidate alle sue cure
trovavasi gravemente impegnata da superiori forze
tedesche. Chiusosi il cerchio intorno a pochi valorosi
cadeva in mani nemiche insieme a numerosi feriti.
Riconosciuto per medico nell'esercizio delle sue
funzioni veniva lasciato in libertà mentre i tedeschi si
apprestavano a trucidare i feriti. Generosamente egli
offriva allora la sua vita in cambio di quella dei
partigiani e, allo scopo di persuadere i carnefici, si
dichiarava comandante responsabile. Non gli veniva dato
ascolto ed i barbari cominciarono a gettare i prigionieri
ancora vivi in una fossa. Animato da nobile sdegno Mario
Sbrilli si lanciava sugli ufficiali schiaffeggiandoli e
percuotendoli con disperata energia sino a che una scarica
lo gettava esanime sopra i suoi compagni generosamente
difesi
". Dopo la Liberazione, l'Università di
Firenze ha concesso alla memoria di Sbrilli la laurea
"ad honorem" ed alcune città toscane hanno
intitolato una strada al generoso ragazzo. Il Corpo
sanitario dell'Esercito ha istituito a nome di Sbrilli
un premio annuale che, nel 2004, è stato assegnato all'associazione
italiana per la lotta alla leucemia. |