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Nato a Santa Teresa di Gallura
(Sassari) il 7 settembre 1911, deceduto a Novara il 2
ottobre 1982, bracciante.
Era accorso volontario nelle Brigate internazionali in
Spagna e lì, durante la lotta contro Franco, aveva
aderito al Partito comunista italiano. Scano, che era
stato nominato commissario di battaglione, quando i
combattenti antifranchisti dovettero lasciare la Spagna
finì nei campi d'internamento francesi. Vi restò dal
1939 al 1941, allorché fu consegnato alle autorità
fasciste italiane, che lo confinarono subito a Ventotene.
Riacquistata la libertà con la caduta di Mussolini,
Andrea Scano fu, dopo l'8 settembre 1943, tra gli
organizzatori della lotta armata a Genova. Commissario
politico - con il nome di copertura di Elio - delle
prime formazioni GAP attive nel capoluogo ligure, Scano
passò successivamente tra i partigiani dell'Alessandrino,
organizzandovi con Giacomo Buranello e
Walter Fillak il
2° Distaccamento della 3a Brigata Garibaldi
"Liguria". Nel febbraio del 1944 Scano fu
gravemente ferito in uno scontro con i nazifascisti, ma
pochi mesi dopo, riprese la lotta come commissario
politico della 108a Brigata Garibaldi "Paolo
Rossi", che operò sino all'aprile del 1945 nella
zona di Castelnuovo Scrivia. Nel dopoguerra lavorò nell'apparato
del PCI e per un certo tempo fu attivo anche in Sardegna.
Un periodo drammatico per Scano fu quello della
contrapposizione tra la Jugoslavia di Tito - dove era
espatriato clandestinamente per sottrarsi all'arresto
per detenzione di armi- e l'Unione Sovietica di Stalin.
Internato dai "titini" all'isola Calva, ne fu
liberato molto malato per i maltrattamenti subiti. A poco
servì un suo successivo soggiorno, negli anni '70, in
un "sanatorium" dell'Unione Sovietica. Tornato
in Piemonte, il bracciante sardo vi visse in disparte sino
alla morte. |