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Nato ad Empoli (Firenze) il 1°
febbraio 1908, deceduto ad Empoli il 15 giugno 1994,
operaio, dirigente comunista.
A dieci anni cominciò a lavorare come garzone in una
bottega di biciclette e a quattordici fu assunto come
operaio in una fabbrica di fiammiferi. Nato in una
famiglia di antifascisti (suo padre fu arrestato per aver
partecipato allo sciopero generale del marzo 1921 ad
Empoli contro le violenze dei fascisti fiorentini
appoggiati dai carabinieri e agli scontri che ne
seguirono), Remo cominciò l'attività politica
raccogliendo fondi a sostegno dei detenuti. Divenne poi
dirigente dei giovani comunisti empolesi e nel 1926,
essendo già in vigore le Leggi eccezionali fasciste,
passò al Partito comunista con l'incarico di vice
responsabile regionale per la Toscana. Ricercato dalla
polizia, Scappini riuscì, sul finire del 1930, a
riparare, con documenti falsi, a Parigi. Vi restò poco. L'anno
dopo era alla "Scuola leninista" di Mosca e nel
1933 era già, clandestinamente, in Italia ad organizzarvi
le lotte operaie e antifasciste. Arrestato a Faenza e
deferito al Tribunale speciale, Scappini fu condannato a
ventitré anni di reclusione. Ne scontò oltre nove, gran
parte dei quali nel carcere di Civitavecchia, dal quale
uscì per l'amnistia del 1942. Arruolato nell'Esercito,
Scappini diserta pochi mesi dopo e, ripresi i contatti col
Centro interno del Partito comunista, è mandato a Torino
a dirigere l'organizzazione comunista del Piemonte. Vi
resta sino all'ottobre del 1943, quando passa a Milano,
ma dopo aver lasciato a Torino un'organizzazione già
attiva sia nella formazione dei primi GAP, sia nella
costituzione delle prime bande partigiane. Da Milano, nel
novembre '43 si sposta a Genova, dove nel giugno 1944 è
nominato responsabile del Triumvirato insurrezionale per
la Liguria. Scappini tiene saldamente in mano l'organizzazione
dei patrioti che si battono contro i nazifascisti,
nonostante i numerosi arresti che coinvolgono anche la
moglie, Rina Chiarini (che
l'aveva sposato dopo aver atteso, per tredici anni, che
il suo uomo tornasse in libertà). Come responsabile del
PCI e poi come presidente del CLN della Liguria, l'operaio
empolese svolse un ruolo di primo piano nella condotta
della guerra di liberazione nella regione, che si
concluse, il 25 aprile del 1945, con la firma, nella
allora sede della Curia arcivescovile a Villa Migone, dell'atto
di resa ai partigiani italiani del generale tedesco
Gunther Meinhold e dei suoi 30.000 soldati. Nel dopoguerra
Scappini ricoprì importanti incarichi nel PCI. Deputato e
poi senatore per tre legislature, fu anche eletto tre
volte consigliere comunale a Empoli e, nel 1985, a Genova.
S'impegnò anche in Puglia e, finché è vissuto, ha
dato un importante contributo all'attività dell'ANPI,
dell'ANED, dell'ANCR e dell'ANPPIA, svolgendo anche,
(spesso in collaborazione con la moglie, come nel volume Ricordi della Resistenza), una vasta attività
pubblicistica. I testi, così come oltre 1.500 volumi
della sua biblioteca, atti parlamentari, documenti di
partito, sono ora raccolti, ad Empoli, nel "Centro di
documentazione dell'antifascismo e della
Resistenza", intitolato a Remo e Rina Scappini. |