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Nato a Torino il 12 luglio 1905,
deceduto a Pietra Ligure (Savona) il 25 marzo 1985,
operaio meccanico.
Antifascista, nel 1926 aveva aderito al
Partito comunista clandestino. L'anno dopo era stato
arrestato con altri dodici comunisti torinesi e deferito
al Tribunale speciale. Il 31 luglio del 1928 Scarpone fu
assolto per insufficienza di prove e prese la via della
Francia, dove si diede a lavorare per il partito. Inviato
in missione in Italia, il giovane operaio antifascista
cadde di nuovo nelle mani della polizia e questa volta il
Tribunale speciale gli inflisse - era il 1932 - dodici
anni di reclusione. Scarpone scontò la condanna, prima
nel carcere di Civitavecchia e poi a Ventotene. La guerra
di Liberazione lo vide svolgere un ruolo di rilievo nella
Resistenza novarese. A Novara, dove era membro della
segreteria della Federazione comunista, Scarpone finì di
nuovo in carcere, questa volta in mano ai tedeschi. Si
salvò perché, era il luglio del 1944, fu oggetto di uno
"scambio" con ufficiali della Wehrmacht
catturati dai partigiani. Diventato commissario politico
presso il Comando unico della zona dell'Ossola, Paolo
Scarpone svolse nella Resistenza un ruolo tanto importante
da ricevere, finita la guerra, la Medaglia d'argento al
valor militare. Dopo la Liberazione fu dirigente comunista
a Torino, per lavorare poi alla direzione della Scuola
sindacale della CGIL. Si è spento in Liguria, dove ha
trascorso da pensionato i suoi ultimi anni.
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