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Nato a Teulada (Cagliari) il 15 gennaio
1905, deceduto a Roma il 7 ottobre 1964, giornalista e
dirigente comunista.
Si era diplomato al Liceo di Cagliari e, all'indomani
della marcia su Roma, aveva aderito alla Federazione
giovanile comunista. Quando, nel 1923, la sua famiglia si
trasferì a Rodi, dove il padre di Velio aveva ottenuto un
importante incarico nell'amministrazione fascista dell'Isola,
il giovane cominciò a frequentare Giurisprudenza all'Università
di Roma e, nella Capitale, entrò nel Comitato federale
della gioventù comunista. Fermato e schedato durante le
manifestazioni studentesche seguite all'assassinio di Giacomo
Matteotti, Spano decide di trasferirsi all'Università
di Torino per continuare l'attività tra gli studenti,
meglio evitando i controlli della polizia. Ma sul finire
del 1926, dopo la proclamazione delle Leggi eccezionali
fasciste, lo studente è costretto a passare completamente
all'attività clandestina. Nel 1927 è tra i redattori
di Il Goliardo rosso, del Fronte unico, del Fanciullo
proletario. Nonostante le precauzioni, Spano finisce
per essere arrestato. Una condanna a due mesi di
reclusione e l'invio al confino non bastano. Il 12
aprile del 1928 il Tribunale speciale gli infligge cinque
anni e cinque mesi di reclusione per "associazione e
propaganda comunista". Quando riacquista la libertà,
il giovane comunista passa in Francia e per due anni s'impegna
nell'apparato del Centro estero del suo partito che, nel
1935, con l'aggressione fascista all'Etiopia, lo manda
in Egitto: con il nome di copertura di Paul Conibet, Spano
fa propaganda tra i soldati italiani in transito dal
Canale di Suez. Ancora due anni di missioni clandestine in
Italia, poi il passaggio in Spagna per la lotta
antifranchista. Nello stato maggiore del generale Juan
Modesto, Paolo Tedeschi (questo il nuovo nome di
copertura), lavora all'emittente radiofonica che, sotto
il titolo di "Radio Milano", trasmette da
Madrid, in italiano, per le truppe del corpo di spedizione
fascista. Nell'autunno del 1937, nuovo trasferimento di
Spano a Parigi. Si occupa dell'edizione clandestina de l'Unità.
L'anno dopo è già in Tunisia, a redigere il
quotidiano antifascista Il Giornale, sino a che
Mussolini dichiara guerra alla Francia e Spano, cittadino
di origine italiana, è internato dalle autorità francesi
nel campo di Beitla. La capitolazione della Francia
determina, per Spano, il ritorno alla lotta clandestina. E'
tra gli organizzatori del Partito comunista tunisino, è
in contatto con i socialisti francesi contrari al governo
di Vichy e con gli indipendentisti tunisini di Habib
Bourghiba. Nel novembre del 1941, per una delazione, i
quadri del PCT sono arrestati in massa. "Paolo
Tedeschi" riesce ad evitare la cattura, ma non la
condanna a morte in contumacia in due successivi processi.
Riprende l'attività clandestina e dopo l'occupazione
italiana della Tunisia, riesce anche a diffondere tra le
nostre truppe Il Soldato italiano, un giornale di
propaganda antifascista. Nell'ottobre 1943, con la
moglie Nadia Gallico,
torna fortunosamente in Italia. A Napoli dirige l'edizione
meridionale de l'Unità, entra nella Direzione
del PCI e, dopo la liberazione di Roma, dirige l'organo
del suo partito sino al giugno 1946. Consultore nazionale
nel 1945, Velio Spano è membro dell'Assemblea
Costituente dal 1946 al 1948. Sottosegretario all'Agricoltura
nel secondo Gabinetto De Gasperi, senatore nel 1948, Spano
è stato per dieci anni responsabile dell'organizzazione
regionale sarda del PCI. Nel 1957 gli fu affidata la
direzione della Sezione Esteri del Comitato centrale del
suo partito e due anni dopo fu nominato segretario del
Movimento italiano per la pace.
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