|
Nato a Radicofani (Siena) nel 1903,
fucilato a Radicofani il 17 giugno 1944, carabiniere,
Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Prestava servizio nella stazione dei carabinieri di
Chiavaretto (Arezzo). Per non aderire alla repubblica di
Salò, dopo l'armistizio si diede alla macchia.
Raggiunto il suo paese natale, Tassi organizzò un gruppo
di partigiani e ne assunse il comando, compiendo numerose
azioni contro i tedeschi. Durante un massiccio
rastrellamento, Tassi ordinò ai suoi partigiani di
sganciarsi e rimase a Pian del Re, in Val d'Orcia, con
altri cinque compagni di lotta, per ritardare l'avanzata
del nemico. Catturato dai tedeschi, il carabiniere smentì
che gli altri arrestati facessero parte della formazione
partigiana. Fu solo parzialmente creduto e i tedeschi lo
fucilarono con Renato Magi, un ragazzo di 19 anni, al
quale, dopo la Liberazione, fu conferita la medaglia di
bronzo alla memoria. Un messaggio di Magi ai genitori e
alla fidanzata è riprodotto nel volume Lettere di
condannati a morte della Resistenza italiana. A
Vittorio Tassi è stata intitolata, a Firenze, la caserma
dei carabinieri ospitata nell'antico monastero di Santa
Maria di Candeli.
|