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Nato a Colonia Belgrano (Argentina) il
23 ottobre 1905, morto a Fontaneto d'Agogna (Novara) il
29 gennaio 1974, contadino.
Era figlio di italiani emigrati in
America Latina che, prima della seconda guerra mondiale,
erano tornati a Cacciana, loro paese d'origine. Proprio
in questa frazione di Fontaneto d'Agogna, Teruggi, che
nel 1923 aveva aderito al PcdI, contribuì all'organizzazione
della Sezione del Partito comunista. Nel 1927, quando il
fascismo s'era ormai consolidato al potere e i dirigenti
della Sezione di Cacciana erano stati arrestati, il
giovane contadino assunse la direzione della piccola
organizzazione, ormai clandestina. La guidò sino al 1934,
l'anno in cui finì in carcere e poi davanti al
Tribunale speciale che, con sentenza del 31 maggio 1935,
lo condannò a sei anni di reclusione. Tre anni dopo,
scarcerato per amnistia, Teruggi riprese la lotta
antifascista, coordinando l'attività clandestina del
suo partito nella zona Romagnano-Borgomanero-Fontaneto d'Agogna.
All'indomani della caduta di Mussolini, fu Teruggi a
guidare una manifestazione popolare che si concluse con un
nuovo arresto. Rilasciato in "libertà
provvisoria", dopo l'8 settembre 1943 il contadino
antifascista fu tra i primi organizzatori della Resistenza
e della lotta partigiana nel Novarese. Dopo la
Liberazione, Teruggi fu nominato sindaco di Fontaneto d'Agogna
e diresse quella amministrazione comunale per oltre dieci
anni. |