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Nato a Minerbio (Bologna) nel giugno
del 1909, morto a Bologna il 17 maggio 2002, sacerdote.
Don Luigi Tommasini era parroco a Burzanella quando,
agli inizi degli Anni '40, era stato incaricato, dall'arcivescovo
di Bologna, Nasalli Rocca, di assistere gli italiani che
lavoravano in Germania. Era stato richiamato in patria
poco prima dell'8 settembre. Dopo l'armistizio, saputo
che in Val di Setta, presso la canonica del parroco di
Vado, don Eolo Cattani, si era costituito un primo nucleo
di resistenza ai nazifascisti, aveva raggiunto quei
patrioti. Li guidava Mario Musolesi, che avrebbe poi
comandato, col nome di battaglia di "Lupo", la
leggendaria brigata partigiana "Stella Rossa",
operante tra i comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e
Monzuno. Di quella formazione - che nel solo settembre del
1944 ebbe, negli scontri con le SS del maggiore Walter
Reder, 226 caduti, tra i quali il comandante - don Luigi
divenne il cappellano militare. Si spiega quindi la
determinazione con la quale il sacerdote, che per decenni
ha fatto parte del Consiglio nazionale dell'ANPI, difese
la memoria dei suoi eroici ragazzi, quando cominciarono a
prendere piede le operazioni di "revisionismo"
miranti a delegittimare la Resistenza. In particolare, don
Luigi si batté contro la scarcerazione preventiva del
maggiore Reder, condannato per le stragi di Marzabotto
(966 civili uccisi), di Grizzana (292 civili massacrati) e
di Monzuno (204 civili trucidati). Sulla Resistenza nelle
valli del Reno e del Setta e sugli eccidi delle SS di
Reder, don Tommasini ha scritto anche un libro, intitolato
"La Bufera".
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