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Nato a Cremona il 18 novembre 1923,
ucciso a Favella di Rubiana (Torino) il 30 marzo 1945,
perito in Agraria, Medaglia d'argento al valor militare
alla memoria.
Nel giugno del 1944 Tonani, che con altri giovani
cremonesi non aveva voluto arruolarsi nella Repubblica di
Salò, era entrato a far parte della Brigata Garibaldi
"Felice Cima" dislocata in Piemonte, nella bassa
Valle di Susa. Comandava un distaccamento quando, ai primi
di luglio, durante un massiccio rastrellamento, riuscì a
trar fuori della morsa dei nazifascisti sessanta uomini
del suo reparto. Parte di questi avrebbe poi costituito,
sul Monte Rognoso, il primo nucleo del distaccamento
"Faleschini". Due mesi dopo, proprio gli uomini
di quel distaccamento avrebbero compiuto azioni clamorose
a Torino (dieci camion carichi di armi e munizioni
sottratti dai depositi dell'Aeronautica d'Italia,
attacco alla polveriera di Casellette). Quando, sul finire
del gennaio 1945, cinquemila nazifascisti, appoggiati da
carri armati e artiglieria, effettuarono in Valle Susa il
più massiccio rastrellamento che fosse mai stato portato
a termine in provincia di Torino, Tonani (che nel novembre
del 1944 era stato nominato comandante della Brigata
"Cima"), riuscì ad evitare la cattura di circa
cinquecento suoi partigiani. Il giovane cremonese
("Deo" nella Resistenza) tornò poi in montagna
e riuscì a riorganizzare i superstiti del distaccamento
"Faleschini", il cui commissario politico (Attilio
Novasconi), era stato ucciso dai rastrellatori. Alla
testa di pochi uomini, il 23 marzo, Tonani, in prossimità
di Favella di Rubiana, attaccò un reparto della Divisione
fascista "Monterosa", mettendolo in fuga e
impossessandosi di tutto il materiale. Ma sei giorni dopo,
"Deo" non sarebbe riuscito a sfuggire ai
fascisti. Si trovava, con pochi uomini, in una baita. L'attacco
contro i partigiani fu condotto da una colonna nemica,
forte di 1.200 uomini. Tonani tentò di trascinare in
salvo il suo vicecomandante (Sergio
Rapuzzi, pure lui di
Cremona), che era stato ferito, ma fu a sua volta
gravemente colpito. Rapuzzi sarebbe poi stato trovato
ucciso con colpi di pistola alla testa. "Deo" si
sarebbe spento il giorno dopo. Per un mese, sino alla
Liberazione, la III Divisione Garibaldi ha portato il nome
di Amedeo Tonani. Nel dopoguerra, la strada di Cremona dove “Deo” abitava è
stata intitolata ad Amedeo Tonani. |