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Nato a Roma nel 1911, caduto a Berat
(Albania) il 14 novembre 1943, ingegnere, Medaglia d'oro
al valor militare alla memoria.
Lavorava presso i Servizi tecnici del Comune di Roma
quando, nel luglio del 1940, fu chiamato alle armi come
ufficiale di complemento d'Artiglieria. Mandato in
Albania, Tortora, l'8 settembre 1943, si trovava a
Tirana, al comando del 13° Raggruppamento artiglieria
G.a.F. All'annuncio dell'armistizio, per non
consegnarsi ai tedeschi, Tortora convinse i suoi uomini a
seguirlo in montagna e a resistere con le armi in pugno.
Cadde due mesi dopo, combattendo contro preponderanti
forze tedesche, ma consentendo al grosso del suo reparto
di sganciarsi. La motivazione della decorazione alla
memoria dell'ingegner Tortora dice: "Ufficiale di
elevati sentimenti militari, conscio che il sacrificio
della sua vita avrebbe salvato un intero presidio
partigiano dalla cattura da parte del nemico, si batteva
con supremo coraggio e valore alla testa dei suoi uomini
che, animati dal suo esempio, strenuamente difendevano e
mantenevano la posizione, dando modo al grosso di
ripiegare. Ferito una prima volta, rifiutava ogni soccorso
e continuava nell'eroica resistenza, finché nel folto
della mischia cadeva colpito a morte gridando: " Viva
l'Italia! ". Fulgido esempio di eroico valore".
Al suo ex funzionario, il Comune di Roma ha intitolato una
via.
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