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Nato a Scerni (Chieti) nel 1919, ucciso
a Bastia di Licciana Nardi (Massa) il 7 aprile 1945,
operaio, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.
Aviere scelto durante il servizio
militare, era stato congedato in seguito ad una grave
malattia polmonare. All'atto dell'armistizio aveva
trovato rifugio presso famiglie di contadini, ma gli era
parso umiliante restarsene defilato mentre altri
combattevano contro i nazifascisti. Così, nel giugno del
1944, si aggregò al 1° Battaglione della 4a Brigata
Garibaldi "Apuania", divenendone presto il
commissario politico. Leonardo Umile, che per dieci mesi
si era distinto per il suo coraggio, è caduto proprio in
vista della Liberazione: il 7 d'aprile del 1945, come
recita la motivazione della ricompensa al valore,
"durante un violento attacco sferrato dai tedeschi,
sostenne per quattro ore la lotta divenuta impari per le
preponderanti forze nemiche e, aggrappato alla sua
mitragliatrice, coprì con intenso fuoco il ripiegamento
dei compagni. Ferito al viso, fu catturato e sdegnosamente
rifiutò la libertà che gli veniva offerta in cambio del
tradimento e della delazione. "Fate di me quel che
volete" furono le ultime sue parole e il nemico
rabbioso, dopo averlo ripetutamente colpito fino a ridurlo
in fin di vita, barbaramente lo trucidò". |