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Una carriera di furti e rapine
Il carattere chiaramente delinquenziale della Decima
MAS impensierì perfino le autorità collaborazioniste,
per il supplementare discredito che la turbolenta
formazione attirava sul regime repubblichino.
In un "appunto per il Duce" il prefetto di
Milano Mario Bassi scriveva: "Continuano con costante
preoccupazione le azioni illegali commesse dagli
appartenenti alla X Mas. Furti, rapine, provocazioni
gravi, fermi, perquisizioni, contegni scorretti in
pubblico, rappresentano quasi la caratteristica speciale
di questi militari. Anche il 12 novembre 1944, tra
l'altro, verso le ore 20 quattro di essi si sono
presentati in un magazzino di stoffe: dopo aver
immobilizzato il custode ne hanno asportato quattro colli
per un ingente valore [...]. La cittadinanza, oltre ad
essere allarmata per queste continue vessazioni, si
domanda come costoro, che dovrebbero essere sottoposti ad
una rigida disciplina militare, possano agire impunemente
e senza alcuna possibilità di punizione [...]. Sarebbe
consigliabile pertanto, che tutto il reparto, comando
compreso, sia fatto allontanare da Milano".
Per richiamarlo all'ordine, furono inflitti al Borghese
30 giorni di "arresto in fortezza", per non aver
saputo tenere la disciplina tra i suoi reparti. |