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Rinasce la Fondazione Corpo Volontari della Libertà

Il Corpo Volontari della Libertà è la dicitura sotto la quale la Resistenza organizzò se stessa unitariamente. Il Comando generale del CVL venne istituito il 19 giugno 1944 dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) che intese così coordinare efficacemente l'attività su tutto il territorio nazionale delle brigate partigiane, fornire loro un sostegno logistico, economico e strategico per le operazioni belliche, e dar vita ad un organismo che potesse dialogare con il governo Bonomi in carica nell'Italia centromeridionale e con gli alleati. Del Comando generale facevano parte sei membri, rappresentativi dei partiti protagonisti della lotta di Liberazione: Pci, Psiup, Dc, Partito d'Azione, Pli. Il 25 aprile il Comando generale guidò l'insurrezione finale in tutte le città del Nord e i suoi membri, Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri, Luigi Longo, Mario Argenton, Enrico Mattei, Giovanni Battista Stucchi, aprirono la sfilata partigiana del 6 maggio 1945 a Milano. Lo stesso 6 maggio, la bandiera del Corpo Volontari della Libertà (oggi custodita nel Museo Sacrario delle Bandiere al Vittoriano di Roma) venne decorata dal generale americano Crittenberger con la Medaglia d'Oro, conferita con Decreto Luogotenenziale del 15 febbraio 1945. Il 21 marzo 1958 venne approvata la legge n. 285 che al comma 1 così recitava: «Il Corpo Volontari della Libertà (CVL) è riconosciuto, ad ogni effetto di legge, come Corpo militare organizzato inquadrato nelle Forze armate dello Stato, per l'attività svolta fin all'insediamento del Governo militare alleato nelle singole località». Un provvedimento di grande importanza, poiché confermava e stabiliva definitivamente che la Resistenza, nel travagliato processo di Liberazione, era stata una preziosa comprimaria, responsabile e organizzata avendo dato alla lotta contro il nazifascismo migliaia e migliaia di combattenti e altrettanti morti e feriti. L'eredità storica, politica e morale del CVL è stata assunta dall'omonima Fondazione che, costituita a Milano il 18 luglio 1947, riprende oggi, con un nuovo direttivo, il suo cammino di valorizzazione dell'unità militare e politica della Resistenza. Nel suo editoriale sul sito www.fondazionecvl.it, online da qualche giorno, così scrive il nuovo Presidente della Fondazione, Emilio Ricci: “Nei primi trent'anni della sua vita, la Fondazione CVL, che ho l'onore di presiedere, si dedicò prima di tutto ad aiutare e sostenere (con iniziative assistenziali, economiche e sociali) i combattenti superstiti e le loro famiglie. Poi, col tempo e col venir meno di gran parte dei partigiani combattenti, la CVL ha voluto e dovuto farsi carico di un compito per certi versi anche più difficile: valorizzare, tramandare e tenere vivo il concetto di una Liberazione ottenuta anche grazie al contributo determinante di un esercito popolare. Oggi si tratta di continuare quest'opera, di farlo con tutti i mezzi a nostra disposizione, di proseguire nel racconto e nella valorizzazione di quanto accadde negli anni della Resistenza ma anche di scoprire, portare alla luce, smascherare e combattere con determinazione i molti e diversi neofascismi che si annidano nella nostra società. Perché c'è il fascismo di chi nega ancora i fatti, di chi dice che la Resistenza fu una questione “tra fascisti e comunisti” e che di fascismo “non si può neanche più parlare” perché “è finito nel 1945”.